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Concittadine e
Concittadini vi auguro innanzitutto una buona serata
e non vi nascondo la trepidazione nel trovarmi, per
la prima volta, a parlare al cospetto di una così
folta platea.
Si, perché, per la
prima volta mi ritrovo ad essere impegnato in una
campagna elettorale. In verità ho deciso di esserci
per voler dare un seguito all’esperienza trascorsa
nella Giunta dell’attuale Sindaco Buscemi che, nel
giugno del 2003, ad elezioni avvenute, affidò
l’incarico di Assessore Comunale ai LL.PP. ed
all’Ambiente all’Ing. Sebastiano Giglio, in quanto
professionista tecnico e non uomo politico!
Ricordando quel periodo, credo di non poter essere
smentito nell’affermare di avere svolto il mio
compito, per oltre tre anni, mirando a perseguire
soltanto quegli obiettivi che ritenevo utili allo
sviluppo della nostra Menfi e dell’intera sua
collettività. Con che risultati? .... Solo a Voi la
definitiva sentenza.
Come è
noto, però, non tutto andò secondo i dettami che
l’intera compagine amministrativa di cui facevo
parte si era inizialmente posta: infatti, da un
certo momento in poi, si cominciò a percepire in
Amministrazione un clima non più familiare, un clima
denso di atteggiamenti e comportamenti tali da far
venir meno quella collegialità da me ritenuta
indispensabile per affrontare i problemi che via via
si presentavano.
Ripetuti e diversificati, a quel punto, furono i
tentativi miei e di gran parte della Giunta di far
notare al Sindaco che la strada in cui ci stavamo
per immettere correva il rischio di rivelarsi un
vicolo cieco.
Ricordo a tal
proposito, e la cosa allora mi colpì
particolarmente, che ad una mia ennesima
sollecitazione in tal senso, proprio il Sindaco,
come se obbligato a percorrere un itinerario già
segnato, ebbe a rispondermi: “...che vuoi? ...
probabilmente hai ragione tu, ma .... la politica
m’impone certi passaggi a cui non posso venir meno.”
Io, che
personalmente non mi sono mai prestato, anzi, mi
sono sempre rifiutato di accettare logiche imposte
da condizionamenti che non fossero quelli dettati
dall’interesse della comunità, io che ho sempre dato
fondamentale importanza al rispetto per la mia
persona in quanto oggetto del giudizio da parte di
chi, legittimamente, si aspetta da me coerenza e
linearità comportamentale, a quel punto, per evitare
di essere travolto nel prevedibile sfacelo, preferii
consegnare nelle mani del Sindaco la lettera
contenente le mie dimissioni. Era il 21 agosto del
2006.
Tutti quanti abbiamo,
purtroppo, assistito alle traversie amministrative e
politiche che da quel momento hanno investito e
caratterizzato l’ultima parte di questa legislatura.
Di quell’esperienza,
che ritengo comunque positiva, se non altro, perché
mi ha dato l’opportunità di riavvicinarmi ai miei
concittadini, porto il peso del rammarico per non
essere riuscito ad intralciare quel certo tipo di
agire politico di chi, spesso e con la massima
naturalezza, non disdegna di sacrificare gli
interessi della collettività in cambio di una
qualche garanzia utile ad assicurare la propria
presenza, in ogni ipotizzabile scenario politico
futuro. Rammarico che, però, mai si tramuterà in
atteggiamenti di rivalsa nei confronti di chi,
avendo perseguito obiettivi diversi dai miei, ha
finito per intralciare il mio percorso. Rammarico
che rimarrà piuttosto un sentimento teso a ripagare
coloro che hanno condiviso il mio operare e mostrato
disponibilità verso le finalità da me indicate.
Proprio questo
sentirmi in debito verso i miei concittadini, ha
trovato esplicazione nel fare propri i principi
caratterizzanti il nascente Partito Democratico, ed
una prima concretizzazione nel propormi, come
candidato al Consiglio Comunale, in seno allo
schieramento che promuove Enzo Lotà come Sindaco di
questa città.
Non è mia abitudine
fare promesse o alimentare singole aspirazioni per
indurre gli elettori verso specifiche benevolenze.
Ciò che invece sono in grado di poter garantire è la
mia totale disponibilità a sviluppare un intenso e
proficuo lavoro, finalizzato ad individuare e
condurre a buon fine ogni iniziativa idonea al
miglioramento della qualità della vita dei miei
concittadini. Per il conseguimento di questo
obiettivo, come del resto ho sempre fatto, metterò a
disposizione le mie competenze professionali e la
mia esperienza in modo da onorare al meglio le
mansioni che mi verranno assegnate a seguito del
vostro consenso.
Posso ancora
garantire che non mi risparmierò, ed in ciò sono
certo di poter contare sulla collaborazione della
compagine politica di cui faccio parte, per la
formazione di una società menfitana migliore; di
una società che dia più spazio ad idee innovative e
che riconosca i giovani come materiale umano su cui
dover investire e da cui sorgerà la futura classe
dirigente del nostro paese.
Non a caso ho
adoperato la parola “formazione” di una società
migliore; con tale termine voglio rimarcare che noi,
che ci presentiamo ancora come attuale classe
dirigente, abbiamo il preciso dovere, col nostro
esempio e con ogni altro strumento a nostra
disposizione, di formare quelli che ci succederanno,
indirizzandoli, con assoluta priorità, verso il
rispetto del proprio simile e dell’ambiente in cui
ci troviamo a convivere.
Sta in queste due
direzioni, a mio parere, il percorso che la politica
deve intraprendere per riconquistare benevolenza e
rispetto dalla società: troppe volte mi è capitato
di assistere ad atteggiamenti sprezzanti nei
confronti del proprio simile, o perché avversario
politico, o più semplicemente perché, ... “non
baciato dalla buona sorte”, si è ritrovato nella
condizione di dover chiedere solidarietà; ancora
troppe volte mi sono ritrovato davanti a chi, pur di
riuscire a perseguire obiettivi utilitaristici
personali o di una ristretta cerchia, non ha
disdegnato di maltrattare il territorio a noi
consegnato e da cui dovranno continuare a trarre
ricchezza e sostentamento le future generazioni.
Non vorrei con quanto
detto dare di me l’immagine del moralista o di colui
che, riempiendosi la bocca di belle parole, mira a
conquistare simpatie e consensi. Io, invero, pur non
illudendomi sulla brevità dei percorsi di crescita
di una collettività, sono pienamente convinto che i
nostri figli potranno essere migliori di noi solo e
soltanto nella misura in cui noi riusciremo a ben
indirizzarli, con modelli comportamentali corretti e
orientarli verso il rispetto di quei valori che
comunemente attengono al cosiddetto “senso civico”.
Volendo adesso dare
uno sguardo alla situazione politico-economica in
cui versa, al momento attuale, la nostra città,
specie se la inseriamo in un contesto più allargato
di difficoltà che emergono ai superiori livelli:
provinciale, regionale e nazionale, è facile dedurre
che il prossimo futuro non si profila affatto roseo;
i problemi che si presenteranno alla compagine
amministrativa che ci governerà nel quinquennio a
seguire, qualunque essa sia, saranno sicuramente
complessi e di non facile soluzione.
Penso che non basterà
il proverbiale rimboccarsi le maniche, ma sarà
indispensabile che amministratori capaci e
lungimiranti, in grado di coinvolgere, senza né
privilegi, né penalizzazioni, tutte le risorse umane
ed economiche disponibili, sappiano individuare e
portare a compimento progetti di sviluppo in grado
di dare risposte concrete ai bisogni dell’intera
nostra comunità.
Non potranno essere
in alcun modo utili le promesse che, specie in
questi giorni, vengono facilmente elargite,
attraverso gli slogan più disparati ed allettanti,
da sedicenti “salvatori della patria”.
Voglio invece
invitarvi, attraverso un’attenta lettura del
programma da noi proposto, a valutare le idee in
esso contenute ed a cui, una volta al governo,
intendiamo dare esecuzione. In esso spicca la frase:
“Menfi, un giardino d’eccellenza”. Per raggiungere
questo obiettivo, non è previsto, come parecchi
ancor oggi promuovono, che da una parte ci sia una
classe politica ad elargire beni e, dall’altra, un
popolo che si illude di immaginar soddisfatti, come
con un colpo di bacchetta magica, i propri bisogni.
Il nostro programma prevede bensì che l’intera
collettività, spinta e coinvolta dalle cosiddette
“azioni di buon governo”, dia anch’essa il proprio
contributo per attuarlo e, per averne seguito e
curato lo sviluppo, faccia proprio il raggiungimento
dell’obiettivo finale e ne sia orgogliosa.
Dal suddetto
programma, mi sia permesso di estrapolare quelle che
considero le tre direttrici di sviluppo verso cui la
nostra comunità penso sia univocamente orientata,
queste possono essere individuate in: Agricoltura,
Turismo ed Ambiente. Soltanto da una
loro avveduta coniugazione, una regia accorta e
capace di coinvolgere le forze imprenditoriali
locali e non solo, può far scaturire quel valore
aggiunto in grado di innescare quei processi
virtuosi che al fine producono: impegno,
occupazione, cultura, specializzazione,
partecipazione, qualificazione, benessere,
progresso, appagamento, etc. etc.
Entrando adesso un
po’ più nel campo del mio indirizzo professionale,
convinto come sono che la grande scommessa in cui
dobbiamo profondere il nostro impegno sta nel
rilancio dell’intero nostro territorio, intendo
orientare il mio lavoro, particolarmente:
1.
Verso una rivisitazione del centro
urbano al fine di valorizzare quanto c’è di
apprezzabile e correggere quanto c’è da migliorare,
facendo si che in nessuna parte di esso si possano
nascondere nicchie di degrado o di abbandono.
2.
Verso ll rilancio della fascia
costiera, con particolare attenzione al fenomeno, in
continuo aumento, dell’erosione delle coste ed alla
realizzazione del porto turistico di Porto Palo,
cercando di coniugare al meglio le esigenze
ricettive di quest’ultimo col suo inserimento
nell’antico Borgo marinaro con le particolari
peculiarità che lo contraddistinguono.
3.
Verso la verifica e la revisione del
Piano Regolatore Generale, mirata ad adeguare lo
strumento urbanistico esistente alle necessità che
il nostro territorio ha di poter fare da giusto
supporto al modello di sviluppo che tutti noi
intendiamo perseguire.
Per concludere Vi
voglio invitare a riflettere sull’importanza che,
particolarmente in questa tornata elettorale,
riveste la Vostra espressione di voto. Lungi da me
il volere innescare le solite polemiche sull’utilità
o meno della scelta espressa nel segreto della
cabina per l’uno o l’altro dei candidati o delle
liste segnate nella scheda. Ciò attiene al
sacrosanto diritto che sta alla base di ogni
democrazia. Il mio invito all’elettore a far ricorso
ad un attimo in più di riflessione, è piuttosto
finalizzato esclusivamente a far soppesare la
sovranità della propria scelta di voto e lo stretto
legame che c’è tra questa ed il futuro prossimo
della nostra città.
Io, il Partito
Democratico, l’intero schieramento che sostiene la
candidatura Lotà a Sindaco, lo stesso Enzo Lotà e
ritengo anche voi, miei cari concittadini, abbiamo
in mente una Menfi veramente migliore, e sono sicuro
che tutti insieme potremo costruirla. Per far
questo, chiedo il Vostro aiuto ed il Vostro
sostegno.
Grazie.
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