Comizio dell'8 Giugno 2008
 

Concittadine e Concittadini vi auguro innanzitutto una buona serata e non vi nascondo la trepidazione nel trovarmi, per la prima volta, a parlare al cospetto di una così folta platea.

Si, perché, per la prima volta mi ritrovo ad essere impegnato in una campagna elettorale. In verità ho deciso di esserci per voler dare un seguito all’esperienza trascorsa nella Giunta dell’attuale Sindaco Buscemi che, nel giugno del 2003, ad elezioni avvenute, affidò l’incarico di Assessore Comunale ai LL.PP. ed all’Ambiente all’Ing. Sebastiano Giglio, in quanto professionista tecnico e non uomo politico! Ricordando quel periodo, credo di non poter essere smentito nell’affermare di avere svolto il mio compito, per oltre tre anni, mirando a perseguire soltanto quegli obiettivi che ritenevo utili allo sviluppo della nostra Menfi e dell’intera sua collettività. Con che risultati? .... Solo a Voi la definitiva sentenza.

        Come è noto, però, non tutto andò secondo i dettami che l’intera compagine amministrativa di cui facevo parte si era inizialmente posta: infatti, da un certo momento in poi, si cominciò a percepire in Amministrazione un clima non più familiare, un clima denso di atteggiamenti e comportamenti tali da far venir meno quella collegialità da me ritenuta indispensabile per affrontare i problemi che via via si presentavano.

        Ripetuti e diversificati, a quel punto, furono i tentativi miei e di gran parte della Giunta di far notare al Sindaco che la strada in cui ci stavamo per immettere correva il rischio di rivelarsi un vicolo cieco.

Ricordo a tal proposito, e la cosa allora mi colpì particolarmente, che ad una mia ennesima sollecitazione in tal senso, proprio il Sindaco, come se obbligato a percorrere un itinerario già segnato, ebbe a rispondermi: “...che vuoi? ... probabilmente hai ragione tu, ma .... la politica m’impone certi passaggi a cui non posso venir meno.”

        Io, che personalmente non mi sono mai prestato, anzi, mi sono sempre rifiutato di accettare logiche imposte da condizionamenti che non fossero quelli dettati dall’interesse della comunità, io che ho sempre dato fondamentale importanza al rispetto per la mia persona in quanto oggetto del giudizio da parte di chi, legittimamente, si aspetta da me coerenza e linearità comportamentale, a quel punto, per evitare di essere travolto nel prevedibile sfacelo, preferii consegnare nelle mani del Sindaco la lettera contenente le mie dimissioni. Era il 21 agosto del 2006.

Tutti quanti abbiamo, purtroppo, assistito alle traversie amministrative e politiche che da quel momento hanno investito e caratterizzato l’ultima parte di questa legislatura.

Di quell’esperienza, che ritengo comunque positiva, se non altro, perché mi ha dato l’opportunità di riavvicinarmi ai miei concittadini, porto il peso del rammarico per non essere riuscito ad intralciare quel certo tipo di agire politico di chi, spesso e con la massima naturalezza, non disdegna di sacrificare gli interessi della collettività in cambio di una qualche garanzia utile ad assicurare la propria presenza, in ogni ipotizzabile scenario politico futuro. Rammarico che, però, mai si tramuterà in atteggiamenti di rivalsa nei confronti di chi, avendo perseguito obiettivi diversi dai miei, ha finito per intralciare il mio percorso. Rammarico che rimarrà piuttosto un sentimento teso a ripagare coloro che hanno condiviso il mio operare e mostrato disponibilità verso le finalità da me indicate.

Proprio questo sentirmi in debito verso i miei concittadini, ha trovato esplicazione nel fare propri i principi caratterizzanti il nascente Partito Democratico, ed una prima concretizzazione nel propormi, come candidato al Consiglio Comunale, in seno allo schieramento che promuove Enzo Lotà come Sindaco di questa città.

Non è mia abitudine fare promesse o alimentare singole aspirazioni per indurre gli elettori verso specifiche benevolenze. Ciò che invece sono in grado di poter garantire è la mia totale disponibilità a sviluppare un intenso e proficuo lavoro, finalizzato ad individuare e condurre a buon fine ogni iniziativa idonea al miglioramento della qualità della vita dei miei concittadini. Per il conseguimento di questo obiettivo, come del resto ho sempre fatto, metterò a disposizione le mie competenze professionali e la mia esperienza in modo da onorare al meglio le mansioni che mi verranno assegnate a seguito del vostro consenso.

Posso ancora garantire che non mi risparmierò, ed in ciò sono certo di poter contare sulla collaborazione della compagine politica di cui faccio parte, per la formazione di una società menfitana migliore; di una società che dia più spazio ad idee innovative e che riconosca i giovani come materiale umano su cui dover investire e da cui sorgerà la futura classe dirigente del nostro paese.

Non a caso ho adoperato la parola “formazione” di una società migliore; con tale termine voglio rimarcare che noi, che ci presentiamo ancora come attuale classe dirigente, abbiamo il preciso dovere, col nostro esempio e con ogni altro strumento a nostra disposizione, di formare quelli che ci succederanno, indirizzandoli, con assoluta priorità, verso il rispetto del proprio simile e dell’ambiente in cui ci troviamo a convivere.

Sta in queste due direzioni, a mio parere, il percorso che la politica deve intraprendere per riconquistare benevolenza e rispetto dalla società: troppe volte mi è capitato di assistere ad atteggiamenti sprezzanti nei confronti del proprio simile, o perché avversario politico, o più semplicemente perché, ... “non baciato dalla buona sorte”, si è ritrovato nella condizione di dover chiedere solidarietà; ancora troppe volte mi sono ritrovato davanti a chi, pur di riuscire a perseguire obiettivi utilitaristici personali o di una ristretta cerchia, non ha disdegnato di maltrattare il territorio a noi consegnato e da cui dovranno continuare a trarre ricchezza e sostentamento le future generazioni.

Non vorrei con quanto detto dare di me l’immagine del moralista o di colui che, riempiendosi la bocca di belle parole, mira a conquistare simpatie e consensi. Io, invero, pur non illudendomi sulla brevità dei percorsi di crescita di una collettività, sono pienamente convinto che i nostri figli potranno essere migliori di noi solo e soltanto nella misura in cui noi riusciremo a ben indirizzarli, con modelli comportamentali corretti e orientarli verso il rispetto di quei valori che comunemente attengono al cosiddetto “senso civico”.

Volendo adesso dare uno sguardo alla situazione politico-economica in cui versa, al momento attuale, la nostra città, specie se la inseriamo in un contesto più allargato di difficoltà che emergono ai superiori livelli: provinciale, regionale e nazionale, è facile dedurre che il prossimo futuro non si profila affatto roseo; i problemi che si presenteranno alla compagine amministrativa che ci governerà nel quinquennio a seguire, qualunque essa sia, saranno sicuramente complessi e di non facile soluzione.

Penso che non basterà il proverbiale rimboccarsi le maniche, ma sarà indispensabile che amministratori capaci e lungimiranti, in grado di coinvolgere, senza né privilegi, né penalizzazioni, tutte le risorse umane ed economiche disponibili, sappiano individuare e portare a compimento progetti di sviluppo in grado di dare risposte concrete ai bisogni dell’intera nostra comunità.

Non potranno essere in alcun modo utili le promesse che, specie in questi giorni, vengono facilmente elargite, attraverso gli slogan più disparati ed allettanti, da sedicenti “salvatori della patria”.

Voglio invece invitarvi, attraverso un’attenta lettura del programma da noi proposto, a valutare le idee in esso contenute ed a cui, una volta al governo, intendiamo dare esecuzione. In esso spicca la frase: “Menfi, un giardino d’eccellenza”. Per raggiungere questo obiettivo, non è previsto, come parecchi ancor oggi promuovono, che da una parte ci sia una classe politica ad elargire beni e, dall’altra, un popolo che si illude di immaginar soddisfatti, come con un colpo di bacchetta magica, i propri bisogni. Il nostro programma prevede bensì che l’intera collettività, spinta e coinvolta dalle cosiddette “azioni di buon governo”, dia anch’essa il proprio contributo per attuarlo e, per averne seguito e curato lo sviluppo, faccia proprio il raggiungimento dell’obiettivo finale e ne sia orgogliosa.

Dal suddetto programma, mi sia permesso di estrapolare quelle che considero le tre direttrici di sviluppo verso cui la nostra comunità penso sia univocamente orientata, queste possono essere individuate in: Agricoltura, Turismo ed Ambiente. Soltanto da una loro avveduta coniugazione, una regia accorta e capace di coinvolgere le forze imprenditoriali locali e non solo, può far scaturire quel valore aggiunto in grado di innescare quei processi virtuosi che al fine producono: impegno, occupazione, cultura, specializzazione, partecipazione, qualificazione, benessere, progresso, appagamento, etc. etc.

Entrando adesso un po’ più nel campo del mio indirizzo professionale, convinto come sono che la grande scommessa in cui dobbiamo profondere il nostro impegno sta nel rilancio dell’intero nostro territorio, intendo orientare il mio lavoro, particolarmente:

1.     Verso una rivisitazione del centro urbano al fine di valorizzare quanto c’è di apprezzabile e correggere quanto c’è da migliorare, facendo si che in nessuna parte di esso si possano nascondere nicchie di degrado o di abbandono.

2.   Verso ll rilancio della fascia costiera, con particolare attenzione al fenomeno, in continuo aumento, dell’erosione delle coste ed alla realizzazione del porto turistico di Porto Palo, cercando di coniugare al meglio le esigenze ricettive di quest’ultimo col suo inserimento nell’antico Borgo marinaro con le particolari peculiarità che lo contraddistinguono.

3.   Verso la verifica e la revisione del Piano Regolatore Generale, mirata ad adeguare lo strumento urbanistico esistente alle necessità che il nostro territorio ha di poter fare da giusto supporto al modello di sviluppo che tutti noi intendiamo perseguire.

Per concludere Vi voglio invitare a riflettere sull’importanza che, particolarmente in questa tornata elettorale, riveste la Vostra espressione di voto. Lungi da me il volere innescare le solite polemiche sull’utilità o meno della scelta espressa nel segreto della cabina per l’uno o l’altro dei candidati o delle liste segnate nella scheda. Ciò attiene al sacrosanto diritto che sta alla base di ogni democrazia. Il mio invito all’elettore a far ricorso ad un attimo in più di riflessione, è piuttosto finalizzato esclusivamente a far soppesare la sovranità della propria scelta di voto e lo stretto legame che c’è tra questa ed il futuro prossimo della nostra città.

Io, il Partito Democratico, l’intero schieramento che sostiene la candidatura Lotà a Sindaco, lo stesso Enzo Lotà e ritengo anche voi, miei cari concittadini, abbiamo in mente una Menfi veramente migliore, e sono sicuro che tutti insieme potremo costruirla. Per far questo, chiedo il Vostro aiuto ed il Vostro sostegno.

        Grazie.