Comizio del 27 Giugno 2008
(BALLOTTAGGIO)
 

Concittadine e Concittadini, buonasera. Mi ritrovo a parlare con voi come componente della squadra dei sette assessori che il candidato a sindaco Enzo Lotà ha nominato per affiancarlo, ove voi lo vogliate, nel non facile, ma fondamentale compito di far riemergere nella nostra comunità il desiderio di tornare ad essere protagonista nei vari campi di una crescita sociale ed economica del nostro territorio.

In politica e specialmente se in prossimità di una campagna elettorale, bisogna incidere sull’“opinione pubblica” intesa come quel complesso di idee, di sensazioni, di atteggiamenti e di valori che, sviluppandosi in una collettività, tendono nel tempo a consolidarsi, fino a rappresentare il pensar comune e ad influenzare anche le scelte ed i consensi. Tali processi però non sempre si sviluppano attraverso razionali e pacate ponderazioni personali, ma, molto spesso, sono frutto dell’azione di una sparuta minoranza di soggetti che, diffondendo ad arte determinati messaggi, riescono a far allontanare la gente dal pensiero critico facendola, pigramente, accodare dietro un’opinione comune che, quasi inconsapevolmente, viene al fine condivisa dalle masse. A tal proposito, mi sovviene come il sommo poeta Dante, stigmatizza tali comportamenti paragonandoli a quelli delle pecore col famoso verso: “e ciò che fa la prima, l’altre fanno, addossandosi a lei s’ella s’arresta, semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno”.

Miei cari concittadini, noi non dobbiamo e non possiamo consentire a nessuno di trattarci come quelle pecore di dantesca memoria. Noi possiamo e dobbiamo soffermarci a riflettere su ciò che quella sparuta minoranza di soggetti a cui accennavo prima vuole tentare di perpetrare in danno a questa collettività cercando di veicolare messaggi ad arte costruiti e tentando di farli consolidare come pubblica opinione, ancorché priva di un qualunque fondamento reale.

Faccio un esempio di messaggio veicolato con un subdolo artifizio per determinare opinione pubblica falsata e ciò mi fornisce anche l’occasione per fare, una volta per tutte, chiarezza sulla vicenda della centrale elettrica a combustione di biomasse.

       Io ricoprivo la carica di Assessore ai Lavori Pubblici allorquando il Sindaco Buscemi, in risposta alla richiesta della Ditta promotrice “Tre Tigli” del 20 febbraio 2006, unilateralmente ma a nome dell’Amministrazione, con nota del successivo 31 marzo, si era affrettato a comunicare alla stessa “Tre Tigli” “... di non avere nulla in contrario alla realizzazione dell’opera ...”.

Lo stesso Sindaco, unitamente a chi lo ha collaborato, o forse diretto, in questa operazione, da allora, alla stessa maniera di come fanno alcuni bambini accusati dalla maestra per aver fatto una marachella, continua a scaricare le proprie responsabilità veicolando il messaggio:“... tutti sapevano del progetto presentato dalla “Tre Tigli”...

Così dicendo, vuol lasciar intendere a chi non conosce la procedura (cioè alla gente comune) che chi sapeva sarebbe stato nelle condizioni di poter liquidare la Ditta promotrice dicendo: “no, grazie, non siamo interessati all’iniziativa, ritirate il vostro progetto e non se ne parli più”.

       Le cose non stanno assolutamente in questi termini. La disponibilità che il Sindaco Buscemi ha dato autonomamente sulla realizzazione della centrale a combustione di biomasse, in tre altre precedenti situazioni similari (mi riferisco ai 3 progetti per la realizzazione nel nostro territorio di centrali elettriche con torri eoliche), era stata espressa, non dal Sindaco, ma dal Consiglio comunale, dopo ampio dibattito sulle proposte presentate dalla nostra giunta e successive analisi in seno alle apposite commissioni consiliari. Detto parere motivato del Consiglio comunale, dopo essere stato trasmesso all’Ufficio per la Valutazione di Impatto Ambientale dell’Assessorato Regionale al Territorio, sarebbe stato valutato, unitamente ai pareri espressi dagli altri Enti partecipanti alle sedute della conferenza di servizio all’uopo convocata dallo stesso Assessorato, per poi, a conclusione della procedura, poter emanare il decreto, positivo o negativo, di compatibilità ambientale dell’opera e quindi autorizzare o meno la realizzazione dell’iniziativa.

       Io, e dico ciò con estrema chiarezza ed assumendomene tutta la responsabilità, da Assessore ai Lavori Pubblici pro-tempore, avrei fatto un pessimo servizio alla città che amministravo se non avessi saputo della presentazione da parte della ditta “Tre Tigli” del progetto, anzi, per la concomitanza di essere anche un ingegnere, lo stavo analizzando, unitamente all’Ufficio Tecnico Comunale, per predisporre il parere motivato da portare in Giunta e da discutere poi in Consiglio Comunale.

       L’unica cosa, aimè, che non sapevo è quella che ho scoperto solo un anno e mezzo dopo e cioè che, mentre io studiavo il progetto, già il Sindaco, per sua scelta e all’insaputa dei più, aveva notificato alla ditta promotrice “Tre Tigli” il parere favorevole alla realizzazione dell’inceneritore nel nostro territorio.

       La storia più recente ci racconta che il 16 luglio 2007 ed il 14 novembre 2007, nella Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati i due decreti, rispettivamente, di compatibilità ambientale (V.I.A.) e di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.). Nel rispetto di questi decreti la Ditta “Tre Tigli” potrebbe, da un momento all’altro, dare inizio ai lavori.

Ritornando a parlare di messaggi veicolati ad arte, vi invito ancora a fare una riflessione su quello più gettonato in questa campagna elettorale, e cioè sul tanto sbandierato proposito di cambiamento a cui continuano a far riferimento il candidato a sindaco Michele Botta e l’intero schieramento che lo sostiene.

Menfi cambia! si legge dovunque a caratteri cubitali. In verità, l’inizio di questo ingannevole cambiamento l’ho vissuto in prima persona quando ancora ricoprivo la carica di assessore nella giunta Buscemi. Allora, per coerenza, era l’agosto del 2006, non ho esitato a rimettere la delega nelle mani del Sindaco.

I conti soltanto adesso tornano; è fin troppo semplice adesso far risalire proprio a quel periodo, a dopo le mie dimissioni ed all’uscita dalla giunta degli altri assessori del centro sinistra: Carmen Pendola, Stefano Longo, Nino Alesi e Saverio Palminteri, l’inizio di quel golpe che ha prodotto lo spostamento a destra del sindaco Buscemi, della qual cosa in questi giorni abbiamo visto l’ufficializzazione.

Inoltre, come può passare inosservata la manovra ultima del vice sindaco Nino Mistretta che, a mo’ di testa di ponte, curando nel contempo di mantener calda la sedia occupata in seno alla giunta, ha partecipato a questa campagna elettorale come candidato leader di una lista civica schierata col cartello di centro-destra.

Ed infine, come si può presumere di continuare ad ingannare la popolazione appellandosi ad un fantomatico cambiamento che nasconde invece una continuità allorquando, alla luce del sole, anche l’ultimo tassello del puzzle, il Sindaco Buscemi, è andato a posizionarsi nello spazio ancora vacante del quadro complessivo del centro-destra, dichiarando, con la tecnica dei piccoli passi, prima la piena condivisione del programma del candidato Botta, e poi formalizzando il definitivo apparentamento?

Ma veramente questa gente è convinta che il popolo menfitano non sia dotato di capacità raziocinante?

Ma veramente questa gente pensa di avere a che fare con delle pecore?

Il nostro sindaco Enzo Lotà e noi tutti, che crediamo nelle idee che portiamo avanti e che contiamo, per attuarle, sul fattivo contributo che questa comunità ci vorrà dare, siamo convinti di essere i veri promotori del cambiamento per Menfi; di quel cambiamento che ci farà riprendere quella strada che ha già fatto apprezzare l’operatività del nostro popolo in campo nazionale e non solo e che ci consentirà di ritornare a quelli che sono stati i fasti inconfutabili del nostro recente passato.

Grazie a tutti quanti voi per avermi ascoltato