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Concittadine e Concittadini, buonasera. Mi ritrovo a
parlare con voi come componente della squadra dei
sette assessori che il candidato a sindaco Enzo Lotà
ha nominato per affiancarlo, ove voi lo vogliate,
nel non facile, ma fondamentale compito di far
riemergere nella nostra comunità il desiderio di
tornare ad essere protagonista nei vari campi di una
crescita sociale ed economica del nostro territorio.
In politica e specialmente se in prossimità di una
campagna elettorale, bisogna incidere sull’“opinione
pubblica” intesa come quel complesso di idee, di
sensazioni, di atteggiamenti e di valori che,
sviluppandosi in una collettività, tendono nel tempo
a consolidarsi, fino a rappresentare il pensar
comune e ad influenzare anche le scelte ed i
consensi. Tali processi però non sempre si
sviluppano attraverso razionali e pacate
ponderazioni personali, ma, molto spesso, sono
frutto dell’azione di una sparuta minoranza di
soggetti che, diffondendo ad arte determinati
messaggi, riescono a far allontanare la gente dal
pensiero critico facendola, pigramente, accodare
dietro un’opinione comune che, quasi
inconsapevolmente, viene al fine condivisa dalle
masse. A tal proposito, mi sovviene come il sommo
poeta Dante, stigmatizza tali comportamenti
paragonandoli a quelli delle pecore col famoso
verso: “e ciò che fa la prima, l’altre fanno,
addossandosi a lei s’ella s’arresta, semplici e
quete, e lo ‘mperché non sanno”.
Miei cari concittadini, noi non dobbiamo e non
possiamo consentire a nessuno di trattarci come
quelle pecore di dantesca memoria. Noi possiamo e
dobbiamo soffermarci a riflettere su ciò che quella
sparuta minoranza di soggetti a cui accennavo prima
vuole tentare di perpetrare in danno a questa
collettività cercando di veicolare messaggi ad arte
costruiti e tentando di farli consolidare come
pubblica opinione, ancorché priva di un qualunque
fondamento reale.
Faccio un esempio di messaggio veicolato con un
subdolo artifizio per determinare opinione pubblica
falsata e ciò mi fornisce anche l’occasione per
fare, una volta per tutte, chiarezza sulla vicenda
della centrale elettrica a combustione di biomasse.
Io ricoprivo la carica di
Assessore ai Lavori Pubblici allorquando il Sindaco
Buscemi, in risposta alla richiesta della Ditta
promotrice “Tre Tigli” del 20 febbraio 2006,
unilateralmente ma a nome dell’Amministrazione, con
nota del successivo 31 marzo, si era affrettato a
comunicare alla stessa “Tre Tigli” “... di non avere
nulla in contrario alla realizzazione dell’opera
...”.
Lo stesso Sindaco, unitamente a chi lo ha
collaborato, o forse diretto, in questa operazione,
da allora, alla stessa maniera di come fanno alcuni
bambini accusati dalla maestra per aver fatto una
marachella, continua a scaricare le proprie
responsabilità veicolando il messaggio:“... tutti
sapevano del progetto presentato dalla “Tre
Tigli”...
Così dicendo, vuol lasciar intendere a chi non
conosce la procedura (cioè alla gente comune) che
chi sapeva sarebbe stato nelle condizioni di poter
liquidare la Ditta promotrice dicendo: “no, grazie,
non siamo interessati all’iniziativa, ritirate il
vostro progetto e non se ne parli più”.
Le cose non stanno assolutamente
in questi termini. La disponibilità che il Sindaco
Buscemi ha dato autonomamente sulla realizzazione
della centrale a combustione di biomasse, in tre
altre precedenti situazioni similari (mi riferisco
ai 3 progetti per la realizzazione nel nostro
territorio di centrali elettriche con torri
eoliche), era stata espressa, non dal Sindaco, ma
dal Consiglio comunale, dopo ampio dibattito sulle
proposte presentate dalla nostra giunta e successive
analisi in seno alle apposite commissioni
consiliari. Detto parere motivato del Consiglio
comunale, dopo essere stato trasmesso all’Ufficio
per la Valutazione di Impatto Ambientale
dell’Assessorato Regionale al Territorio, sarebbe
stato valutato, unitamente ai pareri espressi dagli
altri Enti partecipanti alle sedute della conferenza
di servizio all’uopo convocata dallo stesso
Assessorato, per poi, a conclusione della procedura,
poter emanare il decreto, positivo o negativo, di
compatibilità ambientale dell’opera e quindi
autorizzare o meno la realizzazione dell’iniziativa.
Io, e dico ciò con estrema
chiarezza ed assumendomene tutta la responsabilità,
da Assessore ai Lavori Pubblici pro-tempore, avrei
fatto un pessimo servizio alla città che
amministravo se non avessi saputo della
presentazione da parte della ditta “Tre Tigli” del
progetto, anzi, per la concomitanza di essere anche
un ingegnere, lo stavo analizzando, unitamente
all’Ufficio Tecnico Comunale, per predisporre il
parere motivato da portare in Giunta e da discutere
poi in Consiglio Comunale.
L’unica cosa, aimè, che non sapevo
è quella che ho scoperto solo un anno e mezzo dopo e
cioè che, mentre io studiavo il progetto, già il
Sindaco, per sua scelta e all’insaputa dei più,
aveva notificato alla ditta promotrice “Tre Tigli”
il parere favorevole alla realizzazione
dell’inceneritore nel nostro territorio.
La storia più recente ci racconta
che il 16 luglio 2007 ed il 14 novembre 2007, nella
Gazzetta Ufficiale sono stati pubblicati i due
decreti, rispettivamente, di compatibilità
ambientale (V.I.A.) e di autorizzazione integrata
ambientale (A.I.A.). Nel rispetto di questi decreti
la Ditta “Tre Tigli” potrebbe, da un momento
all’altro, dare inizio ai lavori.
Ritornando a parlare di messaggi veicolati ad arte,
vi invito ancora a fare una riflessione su quello
più gettonato in questa campagna elettorale, e cioè
sul tanto sbandierato proposito di cambiamento a cui
continuano a far riferimento il candidato a sindaco
Michele Botta e l’intero schieramento che lo
sostiene.
Menfi cambia! si legge dovunque a caratteri
cubitali. In verità, l’inizio di questo ingannevole
cambiamento l’ho vissuto in prima persona quando
ancora ricoprivo la carica di assessore nella giunta
Buscemi. Allora, per coerenza, era l’agosto del
2006, non ho esitato a rimettere la delega nelle
mani del Sindaco.
I conti soltanto adesso tornano; è fin troppo
semplice adesso far risalire proprio a quel periodo,
a dopo le mie dimissioni ed all’uscita dalla giunta
degli altri assessori del centro sinistra: Carmen
Pendola, Stefano Longo, Nino Alesi e Saverio
Palminteri, l’inizio di quel golpe che ha prodotto
lo spostamento a destra del sindaco Buscemi, della
qual cosa in questi giorni abbiamo visto
l’ufficializzazione.
Inoltre, come può passare inosservata la manovra
ultima del vice sindaco Nino Mistretta che, a mo’ di
testa di ponte, curando nel contempo di mantener
calda la sedia occupata in seno alla giunta, ha
partecipato a questa campagna elettorale come
candidato leader di una lista civica schierata col
cartello di centro-destra.
Ed infine, come si può presumere di continuare ad
ingannare la popolazione appellandosi ad un
fantomatico cambiamento che nasconde invece una
continuità allorquando, alla luce del sole, anche
l’ultimo tassello del puzzle, il Sindaco Buscemi, è
andato a posizionarsi nello spazio ancora vacante
del quadro complessivo del centro-destra,
dichiarando, con la tecnica dei piccoli passi, prima
la piena condivisione del programma del candidato
Botta, e poi formalizzando il definitivo
apparentamento?
Ma veramente questa gente è convinta che il popolo
menfitano non sia dotato di capacità raziocinante?
Ma veramente questa gente pensa di avere a che fare
con delle pecore?
Il nostro sindaco Enzo Lotà e noi tutti, che
crediamo nelle idee che portiamo avanti e che
contiamo, per attuarle, sul fattivo contributo che
questa comunità ci vorrà dare, siamo convinti di
essere i veri promotori del cambiamento per Menfi;
di quel cambiamento che ci farà riprendere quella
strada che ha già fatto apprezzare l’operatività del
nostro popolo in campo nazionale e non solo e che ci
consentirà di ritornare a quelli che sono stati i
fasti inconfutabili del nostro recente passato.
Grazie a tutti quanti voi per avermi ascoltato
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