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Roberto Vanadia è un artista che, postosi sulla scia dei
più illustri pasturara siciliani in grado
di produrre pregevoli opere presepiali ha, dagli
illustri maestri, riportato il grande mestiere della
"risproduzione in piccolo", con le sfumature e i
chiaroscuri di un plastico
verismo. Ma, fatto ancor più
rilevante, è riuscito a trasformare il momento evocativo
e la memoria mitica in una ripresa del documento, sicchè
la cultura agro-pastorale che soggiace al presepe
diviene linfa per la rappresentazione del borgo
ottocentesco, che si completa con la raffigurazione
filologica delle arti e dei mestieri: accanto al
contadino ed al pastore, i tanti protagonisti di un modo
di vivere, di lavorare e di sentire, che trova ampia
attestazione nell' Isola della
"tradizione". E porsi
davanti alle sue opere, significa apprezzarle nel loro
valore, sì artistico, plastico, decorativo ma anche nel
loro valore inequivocabile di testimonianza: un discorso
sul "come eravamo" che l'arte di Vanadia non può che
agevolare, scegliendo di parlare alla mente attraverso
il cuore.
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Annamaria Amitrano
Savarese |
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Professore di antropologia nell'Università
di Palermo
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