L'idea guida del progetto

 

              L' idea/guida del progetto è che l' arte di Vanadia possa rappresentare " Comunità ", sicchè le figurine appaiono protagoniste di uno spazio/tempo quasi mitico pertinente ad una realtà arcaica e originaria, però protagoniste di un vissuto reale colto nel sistema di una società che viene individuata per gli espliciti riferimenti ad una cultura tecnologicamente pre-industriale.
                      Intorno all' elemento principale del borgo, che è il focus della rappresentazione , si verrebbero ad articolare vere e proprie scene che dispongono il sistema della cultura ergologica, nell'attuazione di un vero e proprio percorso della Storia dell' uomo nelle sue tappe più significative:

dalla dimensione agro-pastorale, a quella dello scambio dei beni, a quella della società di servizi, con l' indicazione delle arti e dei mestieri.
                    In un primo momento la rappresentazione deve proporsi come una vera e propria indicazione di una natura che genera cultura.
                   Protagonisti devono essere gli elementi connotativi, la Sicilia in un paesaggio perfettamente riconoscibile entro cui guidare il dialogo con gli elementi, la pietra, l' acqua, il fuoco, la terra che givengono poi oggetto di veri e propri artifizi.

 

           Dalla  pietra, ad esempio, l'uomo ricava le macine; dalle canne lacustri, tramite l' intreccio, i canestri; dal fuoco tutti i metalli; dalla terra i prodotti vegetali e così via.
                Nel progetto espositivo gli elementi della natura sono didatticamente convogliati a raffigurare gli esiti finali che l'uomo riesce a gestire grazie alla sua trasformazione.
                 Per rendere evidenti questi passaggi il progetto richiede l'amalgama di procedure nella messa in scena:
da un lato le perfette riproduzioni di taglio presepiale di Roberto Vanadia, dall' altro gli etnoreperti provenienti da Musei etnoantropologici o da collezioni private, per ambientare i mestieri e le attività pre-industriali rappresentate.
          Il tutto con una serie di supporti fotografici, audiovisuali, didascalie e schede di dettaglio, per dare consistenza documentaria al " paese antico ", che viaggia ormai solo sulle ali di una nostalgica memoria.
                 E perchè il progetto sia colto nel suo valore rappresentativo di metafora sull' uomo, che ha vissuto nel tempo e nello spazio, è bene connotare il sistema espositivo con referenti tipologici del territorio, che risultano in tal senso indicatori oikotipici, anche, nell' ambientazione, sicchè è facile procedere ai riconoscimenti.
                 Sicchè sulle sequenze: lavorazione della pietra - del legno - del fuoco - della terra, i mestieri divengono trasformazione di prodotti. Il lavoro si traduce, pertanto, in una serie di attività legate prima alla pastorizia e al   lavoro agricolo ( grano - vino - olio ) ma poi, più propriamente, alle arti e ai mestieri del borgo che Vanadia rappresenta nella sua animazione, anche come spazio vissuto.
                  In tal senso si propone anche la la raffigurazione della spiritualità dell' uomo sostanziata da tutta una serie di segnali interpretativi dovuti alle tradizioni delle varie feste nei territori. Il sistema informativo dovuto all'apparato didascalico può chiarire il significato di queste tradizioni spesso accompagnate da un sapere orale  ( leggende, filastrocche, canti.....) che può essere memorizzato. Senza che opportunamente letto, il sistema legato all' agiografia dei Santi deus loci  rivela trame assolutamente originali per comprendere usi e costumi specifici dei territori.

         (Il progetto è di Annamaria Amitrano Savarese
docente di antropologia nell' Università di Palermo)

 

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