Introduzione

Un particolare del Presepe

            La necessità di riandare con la memoria alle proprie radici, il bisogno della tradizione, trova straordinario interprete in Roberto Vanadia che con le sue scene di mestiere e le sue esemplari botteghe intende costruire puntuali spazi del ricordo, ma senza indugiare nel rimpianto del tempo che fu - come spesso accade a chi da scultore si addentra nei meandri della cosiddetta civiltà agro-pastorale - bensì con l'acribia del documentarista, capace di tradurre in arte la sua specifica competenza interpretativa della Sicilia preindustriale. E proprio perchè riproposta di vissuti, può accadere che la rivitalizzazione storica di Vanadia si definisca su una molteplicità di progetti antropologici, tanti quante sono le angolature attraverso cui intende comunicare il sistema culturale e dei valori che ha sorretto fino ad appena ieri il nostro passato di uomini dal profilo  individuabile  ed individuante.

                L'abitat come dominio di un'esperienza che risponde a bisogni universali, ma in maniera diversificata; i miti, i riti, la cultura materiale e financo il cibo appaiono nel loro significato culturale, in grado di indicare il nostro modo di essere e di rappresentarci in termini di identità. In questo senso un' importante scienza, l'etnostoria, permette, oggi, di individuare i postulati teorici attraverso cui gestire gli indicatori culturali per rendere, con competenza, tempi e luoghi.

                Dunque, progetti etnostorici elaborati con la consulenza dell' Istituto di Scienze Antropologiche dell' Università di Palermo e del Centro Internazionale di Etnostoria. Progetti antidoto contro un paventato futuro uniforme che sembra prevedere solo "solitari" elettronici dialoganti per un universo di informazioni così sconfinato da far sentire "spaesati".

 

Annamaria Amitrano Savarese
Professore di antropologia nell'Università di Palermo

 


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