wolands
26 Apr 2006, 10:56
La Signora delle
Conchiglie
Chi, nella
vita, passeggiando in spiaggia non ha sperato di trovare una bella conchiglia? E
quanti sono rimasti ammirati a guardare quel quadro di Botticelli con la Venere
che nasce da una grande conchiglia? O chi, in vacanza in qualche spiaggia
esotica non ha sperato di potersi portare a casa, come ricordo, una bella e
colorata conchiglia da poter mettere in mostra o da far vedere agli amici?
Magari, se si è fortunati, la conchiglia che Minosse mostrò al re Cocalo. Ma c'è
anche chi, al di là dell'ammirazione momentanea, ha fatto delle conchiglie il
suo oggetto di studio, di raccolta.
Come Vanna Rotolo, una signora di
Agrigento che ha passato la vita a raccogliere e catalogare conchiglie di tutto
il mondo, fino a creare una vera e propria collezione che nel 1997 ha donato al
comune di Menfi. Una passione che l'accompagna fin da ragazza, quando
passeggiando per le spiagge di San Leone le raccoglieva sulla
spiaggia.
“Ricordo -ci dice la malacologa agrigentina- che raccoglievo
conchiglie sulla spiaggia e mia madre, quando tornavo a casa, me le buttava via.
Però mi piacevano, e allora mi creai, come tutti i bambini, un nascondiglio. E'
stata, una passione che è cresciuta di anno in anno” Una passione difficile e
impegnativa. “Sono stata un autodidatta, -continua la Rotolo- ad Agrigento, a
quel tempo, non esistevano libri che parlassero di conchiglie, e così mi sono
messa alla ricerca di testi sulla malacologia. Poi ho cominciato a comprare le
conchiglie esotiche, e a farmi una cultura con i testi che mandavo a ritirare
dalla case editrici. Di nascosto da mio marito che le riteneva inutili”.
E
quello che era iniziato come un gioco, a poco a poco si è trasformato in una
grande raccolta di esemplari provenienti da tutto il mondo, frutto di attese,
mareggiate, passeggiate in spiaggia, notti insonni, scambi con altri
collezionisti o di acquisti.
Si, perché alcune di queste conchiglie Vanna
Rotolo le ha comprate. “C'è chi ha la passione per i gioielli, -ci dice- per me
i veri gioielli sono le conchiglie”. Oggi, 5000 esemplari fra molluschi e
coralli e 1700 conchiglie sono esposte a Menfi nella sede della Istituzione
culturale “Federico II”. Conchiglie provenienti da tutte le province
malacologiche del mondo, sono in esposizione all'interno di tre sale dedicate ad
altrettanti studiosi di fama mondiale.
A far scattare in Vanna Rotolo la
passione per una raccolta che aveva il sapore della scientificità, è stata la
possibilità di scambiare idee con Kety Angioy Nicolay, proprietaria ed editrice
della rivista “la Conchiglia” e malacologa di fama internazionale.
In quel
periodo capì che quell'hobby, si era trasformato in qualcosa di importante, la
più grande raccolta di conchiglie dell'area mediterranea. Ed è stata lei ad
effettuare il primo esperimento al mondo di accoppiamento di due specie
differenti.
Ma fu solo nel 1991 che decise di mostrare la sua collezione in
pubblico. Collezionare conchiglie può essere considerato un hobby stravagante,
ma quell'anno a Menfi, le sue conchiglie riscossero un notevole successo, sia da
parte dei cittadini che di studiosi. E sei anni dopo, la decisione di donare
tutto al Comune, al prezzo simbolico di mille lire.
Oggi, tutti gli esemplari
sono esposte in tre sale. Quella intitolata a Robert Tucker Abbott è dedicata
alla “sistematica” e alle varie province malacologiche; in quella dedicata allo
studioso palermitano Tommaso Allery De Maria sono esposte conchiglie e molluschi
della fauna del Mediterraneo e in quella dedicata al siracusano Claudio Ebreo,
padre della malacologia siciliana e amico intimo di Maiorca, sono esposte le
madrepore del Mar Rosso e i balani del Mar dei Caraibi.
Questo di Menfi, è
il museo di malacologia più importante dell'area mediterranea. Tutte le
conchiglie sono conservate in teche che, nella loro visione d'insieme, danno la
sensazione di una esplosione di forme e colori, con particolare attenzione ai
colori del mar Mediterraneo.
Perché è proprio in questo mare, quello che
bagna le coste siciliane, da Porto Palo ad Eraclea Minoa e nelle coste africane,
che si possono trovare più di duemila specie di molluschi, e si deve alla
cosiddetta “Scuola siciliana” con le opere dello zoologo catanese Andrea
Aradas, e del palermitano Tommaso De Maria Allery, Marchese di
Monterosato, lo studio scientifico delle conchiglie mediterranee.
“L'unica
cosa che mi dispiace -ci dice Vanna Rotolo- è che la collezione di conchiglie
del marchese di Monterosato si trova ancora chiusa dentro scatoloni nel museo di
Terrasini”
Una buona parte della collezione comprende esemplari provenienti
dal mare di Porto Palo di Menfi dove la bellezza della conchiglia si sposa con i
miti greci ed in particolare con quello di Dedalo.
Secondo la leggenda
Minosse, re di Creta, voleva punire Dedalo, rifugiatosi in Sicilia, perché aveva
aiutato Arianna e Teseo ad orientarsi nel labirinto. Il re portava con sé una
conchiglia di Tritone il figlio di Poseidone, e offriva una ricca ricompensa a
chi fosse stato capace di far passare un filo di lino tra le sue spire. Il re
Cocalo portò la conchiglia a Dedalo. Egli fece un piccolo foro nella conchiglia,
attaccò ad una formica un filo sottilissimo e l'introdusse nel foro. Cosparse di
miele i bordi della conchiglia e la formica, di spirale in spirale, raggiunse
l'uscita per nutrirsi del miele.
Dai miti greci ai giorni nostri. Vanna
Rotolo, che tutti conoscono come “la signora delle conchiglie” oggi ha 62 anni e
vive in una piccola casa sul promontorio di Porto Palo, guarda il mare africano
da dove sbarcarono Minosse e Dedalo, e aspetta le piccole mareggiate, sperando
che ancora una volta, le onde portino sulla spiaggia qualche altra conchiglia da
aggiungere alla sua collezione, perché, come lei stessa ci dice “la stessa
conchiglia pescata a Porto Palo, non si trova in nessun'altra parte della
Sicilia”.
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Gabriella |
26 Apr 2006, 13:08
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C'è anche la Signora delle Camelie
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La dame aux camélias nasce da un'esperienza vissuta.
Nel settembre del 1844 l'amico Eugene Déjazet gli presentò Marie Duplessis,
la cortigiana più famosa della Parigi di Luigi Filippo. La bella e
affascinante Marie, che si chiamava in realtà Alphonsine Plessis ed era di umili
origini, aveva fatto una rapida carriera nell'ambiente mondano parigino, aiutata
dalla sua cultura e dalla sua sensibilità. Era così attraente che anche
Franz Liszt se ne invaghì. Malata di tisi, si recò a Londra con il suo ultimo
amante, il conte Perregaux, che nella capitale inglese la sposò con il solo rito
civile il 21 febbraio 1846. Il matrimonio non fu riconosciuto in Francia, ma
durò comunque pochissimo. Abbandonata dagli amici e assediata dai creditori,
Marie Duplessis si spense ad appena ventitré anni nel suo appartamento di
Boulevard de la Madeleine, a Parigi, il 3 febbraio 1847. Fu sepolta due giorni
dopo nel cimitero di Montmartre.
Letto su :http://www.educational.rai.it
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Monnalisa |
26 Apr 2006, 23:04
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QUOTE(wolands @ 26 Apr 2006, 11:56 )
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Vanna Rotolo, che tutti conoscono come
“la signora delle conchiglie” oggi ha 62 anni e vive in una piccola casa sul
promontorio di Porto Palo, guarda il mare africano da dove sbarcarono Minosse e
Dedalo, e aspetta le piccole mareggiate, sperando che ancora una volta, le onde
portino sulla spiaggia qualche altra conchiglia da aggiungere alla sua
collezione, perché, come lei stessa ci dice “la stessa conchiglia pescata a
Porto Palo, non si trova in nessun'altra parte della
Sicilia”.
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Molto bello questo tuo
articolo-racconto, Wolands e molto affascinante il mondo delle conchiglie...
Leggendo di Vanna Rotolo, che non conoscevo, mi è venuta voglia di sbirciare
su Google, dove esiste un'ampia bibliografia su di lei e sul suo mondo di
conchiglie. Ho anche trovato diverse sue foto; eccola...
A guardarla bene, la signora Rotolo ha conservato
nell'espressione del volto qualcosa di fanciullesco. Già, perché credo che per
avere una passione così tenace, si debba essere per forza un po' bambini. Alzi
la mano chi non è mai tornato a casa dal mare portando con sé, in un angolo
della valigia, un sacchettino di conchiglie raccolte sulla
spiaggia.
Neppure io faccio eccezione: da quando ero bambina fino ad
oggi, ho mantenuto l'abitudine di raccogliere conchiglie durante i miei viaggi.
Ne ho raccolte alcune molto belle, ma anche pezzi che ho conservato perché
colorati o cangianti... Tengo la mia piccola collezione in un panciuto vaso di
vetro trasparente. Ogni tanto le tiro fuori per spolverarle e, prendendole in
mano, mi viene in mente dove le ho trovate o chi me le ha regalate. Oppure le
annuso e mi torna in mente il mare...
Non è anche questo, in fondo, un
modo per rimanere un po' bambini?
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