
Pregiatissimo Pubblico qui presente,
Consentitemi alcune brevi
parole di presentazione di questa Mostra e, anzitutto, un doveroso ringraziamento alle
Autorità che ne hanno promosso e consentito la realizzazione e agli Amici del W.W.F. che
ne ha apprezzato gli aspetti didattici e divulgativi.
Già, perché, per una migliore efficace tutela della Natura, in tutti i suoi multiformi
aspetti è anzitutto necessaria una migliore e meno superficiale conoscenza della Natura
stessa e dei problemi che oggi laffliggono e per la maggior parte dei quali
luomo deve recitare il "mea culpa, mea maxima culpa".
Ora non vi è dubbio che fra le infinite creazioni della Natura, una delle più perfette e
strabilianti sia quella delle Conchiglie, non solo per il loro numero (il phylum o gruppo
animale dei Molluschi è il più numeroso del pianeta, dopo quello degli insetti), ma per
le infinite varietà di forma e di colore che questi invertebrati (che come tali si
collocano ai gradini più bassi della scala evolutiva) hanno saputo dare a quella che noi
chiamiamo "Conchiglia" e che consideriamo la loro dimora, mentre in realtà non
è che lesoscheletro o scheletro esterno dellanimale che lha
fabbricata.
Molto più antiche delluomo (i primi reperti fossili di fanno risalire al Cambriano,
circa 600 milioni di anni fa), le Conchiglie, o meglio i Molluschi (dal latino mollis)
hanno avuto unevoluzione straordinaria, che li ha portati a sopravvivere alle più
avverse vicende geologiche delle Ere passate, non solo, ma a svilupparsi e a colonizzare
tutti gli ambienti ecologici, dal mare alla terraferma e alle acque dolci.
Sin dalla sua prima apparizione sulla terra, lUomo ha stabilito con i Molluschi un
rapporto particolare e non solo per scopi alimentari (i Molluschi costituivano un cibo
nutriente, abbondante, facile a procurarsi e non pericoloso) ma anche per scopi
ornamentali e, probabilmente, di culto per i defunti, come testimoniano i frequenti
ritrovamenti di Conchiglie nei sepolcri più antichi.
Poeti e artisti si sono spesso ispirati alle Conchiglie, mi basti qui citare Alceo, fra i
poeti, e Sandro Botticelli, fra i pittori, ma dobbiamo aspettare che il grande zoologo
svedese Karl von Linné, più noto semplicemente come Linneo, pubblicasse nel 1758 il suo
"Systema Naturae" perché la Malacologia assurgesse al rango di vera e propria
scienza, con dei canoni sistematici e nomenclaturali validi ancora oggi.
Il più grande merito di Linneo è stato, indubbiamente, quello di avere introdotto la
classificazione binomia che permette di identificare, senza possibilità di errore,
qualsiasi essere vivente con due semplici termini, latini o latinizzati, il primo dei
quali indica il "Genere" e il secondo la "Specie". Il latino, dunque,
sopravvive come lingua viva in Zoologia e soprattutto in Malacologia, dove accanto a
pochissimi "addetti ai lavori" come Scienziati Professionisti, esistono decine
di migliaia di dilettanti e di collezionisti appassionati in tutte le parti del mondo, che
debbono usare le stesse regole nomenclaturali per capirsi fra loro.
Pensate che in America hanno dovuto persino incidere dei dischi e delle cassette con
lesatta pronuncia dei nomi latini delle Conchiglie, ad uso dei collezionisti locali.
Per fortuna, per noi il problema è molto più semplice, ma sussiste sempre quello della
corretta classificazione degli esemplari che possiamo trovare lungo le nostre spiagge o
immergendoci presso le coste.
Nel Mediterraneo esistono circa 2.000 specie di Molluschi, per la maggior parte piccole o
piccolissime e che sono sempre tante, anche se sono solo una piccola frazione delle circa
80.000 specie di Molluschi marini conosciuti. Cifre che sono, comunque, destinate ad
aumentare con il miglioramento dei metodi di ricerca e laumento dei Ricercatori.
Si può dire che non passi giorno senza che venga ritrovata e descritta nelle
pubblicazioni specializzate qualche specie nuova, o sottospecie. E ciò vale anche per il
nostro Mediterraneo, che pure è una delle zone più studiate e da maggior tempo
conosciute dal punto di vista malacologico.
E a questo proposito, mi sia consentito ricordare quanto merito abbia avuto nello studio
delle Conchiglie Mediterranee la cosiddetta "Scuola Siciliana", che inizia al
principio del secolo scorso, con l "Enumeratio Molluscorum Siciliae" del
Philippi, tedesco di origine, ma siciliano di adozione, e prosegue tanto per
citarne solo alcuni con le opere dellabate Brugnone, di Aradas, dei Bivona
(padre e figlio), del Calcara, del marchese De Gregorio, e del più grande e conosciuto di
tutti, il palermitano Tommaso Maria Allery, Marchese di Monterosato.
Se la Mostra che ho allestito con tanto amore ed entusiasmo susciterà in qualcuno dei
visitatori il desiderio di saperne di più, di approfondire lo studio di queste
"stupende creature", penso che uno degli scopi che mi ero prefissa sarà stato
raggiunto, e, questo, costituirà per me la massima soddisfazione.
Ringrazio tutti per la cortese pazienza con la quale mi avete ascoltata.
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dal 19-07-1998 |
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