Breve conferenza tenuta da Vanna Rotolo in data 9 Agosto 1994 in occasione della inaugurazione della Mostra Malacologica (Collezione privata " Vanna Rotolo ") organizzata dal W.W.F. - Sezione di Menfi - con in patrocinio ed il contributo del Comune di Menfi

 

Pregiatissimo Pubblico qui presente,

Consentitemi alcune brevi parole di presentazione di questa Mostra e, anzitutto, un doveroso ringraziamento alle Autorità che ne hanno promosso e consentito la realizzazione e agli Amici del W.W.F. che ne ha apprezzato gli aspetti didattici e divulgativi.
Già, perché, per una migliore efficace tutela della Natura, in tutti i suoi multiformi aspetti è anzitutto necessaria una migliore e meno superficiale conoscenza della Natura stessa e dei problemi che oggi l’affliggono e per la maggior parte dei quali l’uomo deve recitare il "mea culpa, mea maxima culpa".
Ora non vi è dubbio che fra le infinite creazioni della Natura, una delle più perfette e strabilianti sia quella delle Conchiglie, non solo per il loro numero (il phylum o gruppo animale dei Molluschi è il più numeroso del pianeta, dopo quello degli insetti), ma per le infinite varietà di forma e di colore che questi invertebrati (che come tali si collocano ai gradini più bassi della scala evolutiva) hanno saputo dare a quella che noi chiamiamo "Conchiglia" e che consideriamo la loro dimora, mentre in realtà non è che l’esoscheletro o scheletro esterno dell’animale che l’ha fabbricata
.
Molto più antiche dell’uomo (i primi reperti fossili di fanno risalire al Cambriano, circa 600 milioni di anni fa), le Conchiglie, o meglio i Molluschi (dal latino mollis) hanno avuto un’evoluzione straordinaria, che li ha portati a sopravvivere alle più avverse vicende geologiche delle Ere passate, non solo, ma a svilupparsi e a colonizzare tutti gli ambienti ecologici, dal mare alla terraferma e alle acque dolci.
Sin dalla sua prima apparizione sulla terra, l’Uomo ha stabilito con i Molluschi un rapporto particolare e non solo per scopi alimentari (i Molluschi costituivano un cibo nutriente, abbondante, facile a procurarsi e non pericoloso) ma anche per scopi ornamentali e, probabilmente, di culto per i defunti, come testimoniano i frequenti ritrovamenti di Conchiglie nei sepolcri più antichi.
Poeti e artisti si sono spesso ispirati alle Conchiglie, mi basti qui citare Alceo, fra i poeti, e Sandro Botticelli, fra i pittori, ma dobbiamo aspettare che il grande zoologo svedese Karl von Linné, più noto semplicemente come Linneo, pubblicasse nel 1758 il suo "Systema Naturae" perché la Malacologia assurgesse al rango di vera e propria scienza, con dei canoni sistematici e nomenclaturali validi ancora oggi.
Il più grande merito di Linneo è stato, indubbiamente, quello di avere introdotto la classificazione binomia che permette di identificare, senza possibilità di errore, qualsiasi essere vivente con due semplici termini, latini o latinizzati, il primo dei quali indica il "Genere" e il secondo la "Specie". Il latino, dunque, sopravvive come lingua viva in Zoologia e soprattutto in Malacologia, dove accanto a pochissimi "addetti ai lavori" come Scienziati Professionisti, esistono decine di migliaia di dilettanti e di collezionisti appassionati in tutte le parti del mondo, che debbono usare le stesse regole nomenclaturali per capirsi fra loro.
Pensate che in America hanno dovuto persino incidere dei dischi e delle cassette con l’esatta pronuncia dei nomi latini delle Conchiglie, ad uso dei collezionisti locali.
Per fortuna, per noi il problema è molto più semplice, ma sussiste sempre quello della corretta classificazione degli esemplari che possiamo trovare lungo le nostre spiagge o immergendoci presso le coste.
Nel Mediterraneo esistono circa 2.000 specie di Molluschi, per la maggior parte piccole o piccolissime e che sono sempre tante, anche se sono solo una piccola frazione delle circa 80.000 specie di Molluschi marini conosciuti. Cifre che sono, comunque, destinate ad aumentare con il miglioramento dei metodi di ricerca e l’aumento dei Ricercatori.
Si può dire che non passi giorno senza che venga ritrovata e descritta nelle pubblicazioni specializzate qualche specie nuova, o sottospecie. E ciò vale anche per il nostro Mediterraneo, che pure è una delle zone più studiate e da maggior tempo conosciute dal punto di vista malacologico.
E a questo proposito, mi sia consentito ricordare quanto merito abbia avuto nello studio delle Conchiglie Mediterranee la cosiddetta "Scuola Siciliana", che inizia al principio del secolo scorso, con l’ "Enumeratio Molluscorum Siciliae" del Philippi, tedesco di origine, ma siciliano di adozione, e prosegue – tanto per citarne solo alcuni – con le opere dell’abate Brugnone, di Aradas, dei Bivona (padre e figlio), del Calcara, del marchese De Gregorio, e del più grande e conosciuto di tutti, il palermitano Tommaso Maria Allery, Marchese di Monterosato.
Se la Mostra che ho allestito con tanto amore ed entusiasmo susciterà in qualcuno dei visitatori il desiderio di saperne di più, di approfondire lo studio di queste "stupende creature", penso che uno degli scopi che mi ero prefissa sarà stato raggiunto, e, questo, costituirà per me la massima soddisfazione.
Ringrazio tutti per la cortese pazienza con la quale mi avete ascoltata.

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