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Questa pianta limita notevolmente, proprio per questa
caratteristica, i processi di erosione costiera. La
Posidonia cresce sia verticalmente che orizzontalmente ed è
quindi in grado di combattere il proprio interramento dovuto
alle particelle trasportate dalle onde e dalle
correnti.
Le praterie artificiali di Posidonia, invece, sono soggette
spesso all'interramento. La velocità dell'accrescimento
verticale del rizoma è proporzionale, entro limiti
naturali, al rateo di sedimentazione. In questa maniera si
formano le cosiddette "mattes" cioè le
piattaforme stratificate, consolidate da una matrice
vegetale di rizomi e radici. La velocità di costruzione
delle "mattes" va da un massimo di un metro ogni
cento anni, a
un minimo di 1,2 metri ogni 4600 anni.
In
molte zone del
Mediterraneo la prateria di Posidonia oceanica è scomparsa
o versa in una grave situazione di degrado. Le cause
possibili sono:
1)
effetto tossico di vari agenti inquinanti;
2)
la pesca a strascico (per effetto meccanico
del passaggio
dello strumento di pesca);
3)
l'eccesso, nelle acque costiere, di sali
nutritivi;
4)
ancoraggi ripetuti;
5)
posa in opera di cavi e condotte,
6)
le opere realizzate nella zona costiera
(pennelli,
scogliere artificiali, riempimenti,
sbancamenti,
ecc.). |