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Sfavillano
e crepitano le roccie
sotto l'abbagliante calura del meriggio.
Il vento vestito di polvere rossa
canta con voce di conchiglia.
Fantasmi ebbri di spazio e di luce
volteggiano nel cielo.
Il caldo fiato della pietra
profuma di timo e di alga.
L'onda consuma il suo amplesso con la roccia
mentre il falco saettando
porta il suo messaggio di morte.
È notte, il mare è una nera pergamena;
la luna crea scheletri di ombra
e tutto inonda di platino.
Il bisbiglio del mare è inghiottito
dall'abisso del silenzio siderale.
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Giugno 1980 - Antonio Vanadia
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